Impermanenza

Impermanenza è il nome del nostro primo evento artistico-culturale, che si è svolto dal 21 al 24 Giugno 2024. Il tempo trascorso insieme al Lab Idee, maturando e concretizzando il concetto dell’associazione Yoga Lab Samasthiti, ha trovato una sua prima materializzazione in queste quattro giornate dedicate allo yoga e agli artisti e artigiani emergenti di Fabriano.

Impermanenza indica una condizione di precarietà e provvisorietà: la condizione che in effetti caratterizza tutti noi, nella nostra forma umana. Il tempo lineare, scandito da eventi più o meno significativi, sposta la nostra percezione da impermanenza a permanenza, facendoci a volte dimenticare che nulla perdura e che l’identità di ognuno di noi nasce e muore respiro dopo respiro.

E’ solo in uno specchio che ci si riconosce: non si è, finché non ci si relaziona con se stessi o con gli altri. Ed è chiaro, che si continui a cercare un luogo dell’anima più felice, perché non accompagnamo la gioia al tempo, ma la vogliamo nella sua forma originale, come coscienza pura ed eternamente beata. Poiché legati ad una materia e ad una terra, allora tutto questo scomparire di emozioni e persone ci sconvolge nel profondo. Nella nostra essenza l’immutabilità predomina sull’impermanenza, nella nostra materia è esattamente il contrario. 
L’esposizione dei quadri di Roberto Latini che durante le quattro giornate di questo evento hanno cambiato posizione più volte nelle stanze per assecondare l’ospitare e lo svolgersi dei vari momenti dell’evento ha rappresentato anch’essa la temporaneità del tutto. Così come i fogli con la descrizione delle opere di Rebecca Borjaille, bagnate dalla pioggia incollate sulle piastrelle del giardino; la performance di pittura di Marianna Agostinelli accompagnata dalla musica degli Sgt. Blue, distrutta dalla stessa artista e dal piovere ininterrotto; l’altare dedicato agli Orixàs di Stella Bosini, entità spirituali del sistema di credenze delle religioni afro-brasiliane legati ad elementi naturali che sono in eterno mutamento; le figure di Margherita Paoletti, che spiegano immediatamente come un’esperienza singolare possa trasformarsi in qualcosa di collettivamente conosciuto e mai duraturo.

Il romanzo di Silvio Moretti, per la sua capacità di trattare con delicatezza temi profondi come i legami familiari e la continuità oltre la morte, ed il saggio di Elisabetta Pieragostini sul cammino verso la parità di genere, hanno rivelato un’ulteriore prospettiva sul tema dell’impermanenza, in termini terreni e ultraterreni. Il workshop sulla manifattura della carta, frutto di conoscenza e competenza tecnica dei mastri cartai di Manualis, prodotta sul momento come esempio di esperienza artigiana e dimostrazione di una pratica antica ma sempre in evoluzione, è stato un altro momento cruciale dell’evento.
Anche i non-spazi del Laboratorio delle Idee – ripostigli, antibagni, corridoi – sono diventati spazi impermanentemente fissi nella memoria di chi c’è stato. 

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